venerdì 5 giugno 2009

El Aleph: storia e ultimi sviluppi...

Il progetto El Aleph nasce nei chiostri dell’università degli studi di Milano nell’inverno del 2004 dall’incontro e dalle discussioni di un gruppo sparuto di studenti, Michele Bertinotti, Andrea Coccia e Alessio Cupardo, uniti dalla passione per la letteratura e dalla volontà di mettersi alla prova, di creare un proprio progetto editoriale. Con il passare dei mesi il progetto si concretizza, grazie all’entrata nella redazione di un altro giovane studente, Gero Miccichè, alla preziosa collaborazione di Stefano Rossi, la cui fervida creatività dà finalmente un volto grafico alla rivista, e al contributo del giovane e geniale artista Mario Baldarella, che fornisce le immagini di copertina, ma soprattutto grazie alla nascita del fittizio ma pragmatico Franco Tirature, editore intransigente e radicale della rivista dalla sua nascita. Nel settembre del 2005, infine, grazie ai contributi del fondo Millelire dell’università degli studi di Milano e dopo la registrazione della testata al Tribunale di Milano, El Aleph inizia la sua vita cartacea con il fatidico numero 1.
Nel corso della sua vita universitaria, durata fino al dicembre del 2008, El Aleph ha accumulato 10 uscite, con tirature medie di 600 esemplari a numero e con periodicità variabile e discontinua. La struttura della rivista, invariata fino al decimo numero, ha i suoi punti forti nei racconti e nelle interviste. Davanti ai microfoni aleffici sono passati alcuni dei più importanti autori(attori) del mondo editoriale italiano degli ultimi anni, dagli scrittori Michele Mari, Vincenzo Consolo, Tiziano Scarpa, Edoardo Sanguineti e Franco Loi, agli editori Claudia Tarolo e Marco Zapparoli (Iperporea e Marcos y Marcos), e Marzia Corraini (Corraini editrice), a professori del calibro di Remo Ceserani (università di Bologna).
El Aleph si è sempre caratterizzata per la sobrietà dell’impaginazione, piuttosto da libro che da rivista, dettata sia da una discreta passione per il minimalismo sia dalla volontà di lasciare tutto lo spazio disponibile al testo, alle parole. Per la scelta dei racconti, scritti da autori sia interni alla redazione sia esterni, la redazione si è sempre basata sulla ferma volontà di dare spazio alle voci più sincere, quelle lontane dalle logiche giovanilistiche che spesso caratterizzano la produzione degli autori emergenti e che sono assolutamente agli antipodi rispetto all’ideale letterario da cui El Aleph nasce.
La storia dell’Aleph, libera e felice per quattro anni, vive il suo momento più difficile nell’inverno del 2008. A gennaio infatti dopo più di quattro anni di lavoro, la sopravvivenza di El Aleph è stata messa in discussione da alcuni dei peggiori e kafkiani paradossi che infestano le università italiane, paradossi di assurda burocrazia che hanno causato la fine dei finanziamenti universitari per mancanza di firme di sostegno, mancazna nell’ordine delle 2 firme che ha costretto la redazione ad un peridoo di inattività che dura tutt’ora, un peridoo denso di riflessioni che sta però portando all’ideazione di un Aleph di secondo livello, un Aleph che sia in grado, se non di camminare con le proprie gambe, almeno di zoppicare sulle gruccie dell’autofinanziamento e degli abbonamenti dei lettori più fedeli, un Aleph arricchito di collaborazioni importanti, a partire da un giovane e promettente fumettista francese, fino ad alcune personalità molto importanti dell’editoria italiana, i cui nomi rimarranno però celati dietro lo specchio deformante dell’eteronimia.
La nuova edizione dell’Aleph, che vedrà la luce a settembre del 2009, sarà anticipata da una serata promozionale, ancora in fase di organizzazione, che all’inizio di luglio presenterà sia il nuovo corso aleffico sia un progetto editoriale parallelo su cui la redazione sta lavorando da parecchio tempo, il progetto Passante, vale a dire una raccolta di traduzioni della celebre poesia di Charles Baudelaire ‘A une passante’ (dai Fleurs du Mal), della quale la redazione è riuscita a collezionare oltre 25 traduzioni in 25 libgue diverse, dall’arabo all’ebraico, dal cinese al coreano, dal serbo al georgiano che, introdotte da uno scritto della francesista Silvia Riva (Università di Milano) formeranno un piccolo ma prezioso volumetto.

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mercoledì 3 giugno 2009

Voglio il 30% di Einaudi

di Juri Testa e Edna Pontellier

«Titoli first class, prezzi low cost»: non è male lo slogan che la casa editrice Einaudi ha scelto per promuovere la campagna sconti 2009. Richiama i prezzi stracciati dei voli a basso costo (e quindi, in senso lato, il concetto di libertà) e il lusso della prima classe, in questo caso riferito al catalogo Einaudi tascabili, che è veramente un catalogo di prima qualità. Si va dai classici italiani del Novecento (Natalia Ginsburg, Primo Levi etc.) ai classici stranieri (Edgar Lee Master, Il diario di Anna Frank, Jules Verne, Salinger e molti altri); dai contemporanei italiani dai grandi numeri (Jovanotti, Lucarelli) a quelli stranieri più corteggiati dal pubblico (Pamuk, Yehoshua, Vargas), fino ai classici di tutti i tempi (Le mille e una notte, Il decamerone). Insomma, un catalogo coi fiocchi in grado di attirare una grande varietà di lettori.

Peccato che lo sconto sulla collana (il 30%), in realtà, si riveli nettamente inferiore alle aspettative. Vediamo perché: chi è abituato a frequentare le librerie, o anche solo a guardare su Internet, avrà notato che da stamattina i prezzi degli Einaudi Tascabili sono stati leggermente ritoccati. Per fare qualche esempio: le Storie di Cronopios e Famas di Julio Cortázar sono passate da 8,80 euro a 10,50 (+19% circa); Menzogna e Sortilegio da 13,50 a 15 (+11% circa); Zazie nel metro di Raymond Queneau da 9,50 a 10,50 (+ 10% circa). E il ritocchino ha toccato anche la poesia (Il Canzoniere di Saba è passato da 16 a 17 euro) e il teatro (quello di di Beckett è aumentato di 1 euro, da 12 a 13). Il lettore, sicuramente più accorto di me, avrà notato altri aumenti.

Ora, stando così le cose, si può tranquillamente dire che lo sconto del 30% si è ridotto da un giorno all’altro a circa il 25 % per il Canzoniere, al 24 % per il Teatro di Beckett, al 22 % per Zazie, al 16% per Cortázar (man mano che i titoli diventato maggiormente popolari gli sconti diminuiscono), al 15% per Menzogna e Sortilegio. E gli aumenti hanno riguardato anche i cataloghi Einaudi non scontati (Sulla fotografia di Susan Sontag, ad esempio, è passato da 15,50 a 16,50) e i libri Mondadori o Electa (stesso gruppo di Einaudi). Per fare qualche esempio, Chitarra di Chapman è passato da 18 a 21 euro (+16%), e Madame Bovary da 8,90 a 9.

Insomma, è la solita storia. Con queste promozioni le case editrici cercano di portare i lettori in libreria in un periodo in cui preferiscono fare gite in campagna nel week-end e, fin qui, va benissimo. È giusto incentivare la lettura tramite offerte promozionali. Soltanto che con questi aumenti semi-occulti si gabba il lettore, che viene attirato dal fantastico sconto del 30%, e si approfitta della promozione per aumentare il prezzo dei libri senza dare troppo nell’occhio. E poi, la promozione scade il 30 giugno, gli studenti delle scuole medie e dei licei, sempre in ritardo quando si tratta di comprare i libri da leggere per le vacanze, avranno bisogno della Luna e i falò, di Fenoglio, dell’Isola di Arturo, di Flaubert; e, per leggere sotto l’ombrellone, di De Silva, Jovanotti, De Lillo, Wu Ming…

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