
Si è aperto oggi a Istanbul il processo contro lo scrittore turco Nedim Gursel, 58 anni, che da tempo vive a Parigi, accusato di aver offeso i valori dell'Islam con il suo ultimo libro intitolato ''Le figlie di Allah''. Gursel, che in caso di condanna rischia una pena di due anni di carcere, non si e' presentato all'udienza perche' impegnato in una conferenza all'Universita' di Lille. ''Non e' venuto in Turchia anche per evitare incidenti all'uscita del tribunale'', ha fatto sapere l'avvocato Sehnaz Yuzer, legale dello scrittore.
''Non era mia intenzione insultare la nostra religione, ho sempre scritto sul Profeta rispettando la sensibilita' dei credenti'', ha ribadito Gursel, sorpreso per le accuse mosse contro di lui. Il romanzo sotto accusa e' stato pubblicato in Turchia nel marzo 2008 e contiene racconti sulla vita del profeta Maometto.
Nedim Gursel, nato in Turchia nel 1951, e' autore di una quindicina di opere pubblicate nel suo paese. Molte sue opere sono state tradotte in francese, tedesco, italiano, spagnolo, arabo, greco. Insignito di diversi premi letterari fra cui quello dell'Accademia della lingua turca nel 1976 per il suo racconto ''Una lunga estate a Istanbul'', Nedim Gursel scrive in turco e francese. Vive attualmente a Parigi, ma fa lunghi soggiorni in Turchia e in altri paesi europei. Il suo romanzo ''La prima donna'' ottenne nel 1986 il premio "Ipekçi" per il suo contributo al riavvicinamento dei popoli greco e turco. Molti suoi testi sono stati messi in scena in Turchia e nei paesi europei. Nedim Gursel, come ricorda Predrag Matvejevitch, "e' agli antipodi dello stereotipo del turco che persiste nell'immaginario europeo".
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