venerdì 29 maggio 2009

NO DI EINAUDI AL LIBRO ANTI-BERLUSCONI DEL PREMIO NOBEL SARAMAGO

Einaudi non pubblicherà la traduzione italiana del prossimo libro di José Saramago, autore presente con ben 20 titoli nel catalogo della casa torinese. Lo sostiene il settimanale l’Espresso nel prossimo numero, in edicola domani, spiegando la decisione della casa editrice con il fatto che la nuova opera del Nobel portoghese contiene “giudizi a dir poco trancianti su Silvio Berlusconi, che di Einaudi è il proprietario”. Il settimanale riporta poi alcuni brani del libro di Saramago: “Visto che sono pubblicato in Italia da Einaudi, di proprietà di Berlusconi, gli avrò fatto guadagnare - dice lo scrittore - qualche soldo”. Soldi che, secondo lo scrittore, avrà usato “per pagarsi i sigari, supponendo che la corruzione non sia il suo unico vizio”. Il sentimento degli italiani per il Cavaliere, continua Saramago nel brano incriminato, “é indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale”. E ancora: “nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato che il primo ministro sia un delinquente?”. E via così, compreso il paragone finale - rivela ancora il settimanale - tra Berlusconi e “un capo mafioso”. Il libro è uscito a fine aprile in Portogallo, patria dello scrittore, e in Spagna. Si intitola, nelle rispettive lingue, Il quaderno, come il blog che l’ottantasettenne Saramago tiene dall’anno scorso su Internet, ed è composto dai testi pubblicati sul web tra il settembre 2008 e il marzo 2009. L’edizione successiva doveva essere proprio quella italiana. Secondo l’Espresso il libro non pubblicato da Einaudi sarà invece edito da Bollati Boringhieri per fine anno.

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mercoledì 13 maggio 2009

I 12 finalisti del premio Strega 2009

Questo l’elenco delle opere, ammessi dalla giuria a partecipare al premio:
“In terra consacrata” (Piemme) di Ugo Barbara,
“Come ho perso la guerra” (Fandango Libri) di Filippo Bologna,
“I nostri occhi sporchi di terra” (Baldini Castoldi Dalai) di Dario Buzzolan,
“La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo” (Marsilio) di Gaetano Cappelli,
“I frutti dimenticati” (Marcos y Marcos) di Cristiano Cavina,
“Cecilia” (Edizioni e/o) di Linda Ferri,
“L’istinto del lupo” (Newton Compton) di Massimo Lugli,
“Stabat Mater” (Einaudi) di Tiziano Scarpa,
“Il bambino che sognava la fine del mondo” (Bompiani) di Antonio Scurati,
“Il tempo materiale” (minimum fax) di Giorgio Vasta,
“L’ultima estate” (Fazi) di Cesarina Vighy,
“Almeno il cappello” (Garzanti) di Andrea Vitali


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mercoledì 6 maggio 2009

INIZIATO IL PROCESSO A NEDIM GURSEL PER OFFESE A ISLAM

Si è aperto oggi a Istanbul il processo contro lo scrittore turco Nedim Gursel, 58 anni, che da tempo vive a Parigi, accusato di aver offeso i valori dell'Islam con il suo ultimo libro intitolato ''Le figlie di Allah''. Gursel, che in caso di condanna rischia una pena di due anni di carcere, non si e' presentato all'udienza perche' impegnato in una conferenza all'Universita' di Lille. ''Non e' venuto in Turchia anche per evitare incidenti all'uscita del tribunale'', ha fatto sapere l'avvocato Sehnaz Yuzer, legale dello scrittore.

''Non era mia intenzione insultare la nostra religione, ho sempre scritto sul Profeta rispettando la sensibilita' dei credenti'', ha ribadito Gursel, sorpreso per le accuse mosse contro di lui. Il romanzo sotto accusa e' stato pubblicato in Turchia nel marzo 2008 e contiene racconti sulla vita del profeta Maometto.

Nedim Gursel, nato in Turchia nel 1951, e' autore di una quindicina di opere pubblicate nel suo paese. Molte sue opere sono state tradotte in francese, tedesco, italiano, spagnolo, arabo, greco. Insignito di diversi premi letterari fra cui quello dell'Accademia della lingua turca nel 1976 per il suo racconto ''Una lunga estate a Istanbul'', Nedim Gursel scrive in turco e francese. Vive attualmente a Parigi, ma fa lunghi soggiorni in Turchia e in altri paesi europei. Il suo romanzo ''La prima donna'' ottenne nel 1986 il premio "Ipekçi" per il suo contributo al riavvicinamento dei popoli greco e turco. Molti suoi testi sono stati messi in scena in Turchia e nei paesi europei. Nedim Gursel, come ricorda Predrag Matvejevitch, "e' agli antipodi dello stereotipo del turco che persiste nell'immaginario europeo".

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