Brutta poesia istintiva
di Michele Bertinotti
Il terreno disossato a tratti
Le uve del lambrusco.
Le sigle dei tabacchi sul tragitto
Non significano niente,
Non adombrano nemmeno
Il pullulare di umanità
Che su questo treno si raggruma
Da tutta la penisola,
Intraducibile
In un linguaggio che non sia,
Quello di una cultura italiana ancora popolare,
Sotto la parvenza borghese e sottoproletaria,
Che non si vede alla tivvù.
Finalmente si respira.
E tu, che leggi il tuo ventiquattrore
Con la lacost verdacqua
I tuoi sandali turistici da trecking
E l’àifon nelle orecchie,
Come fossi in business class,
Rotta su miami.
Qui sei sull’espresso straordinario
Che da Milano conduce migliaia di persone
Sull’adriatico, verso il Sud.
Se chiedono informazioni in dialetto
Non scandalizzarti.
Rispondi, stupido,
E aiuta quelle anziane che ti rivolgono la parola
Confidando nella tua aria intelligente
Da ingegnere, o da fisico
Nucleare.
La cultura ti ha insegnato solamente
A comprare casa e a prenotare
Il tuo albergo sulla costa,
A fare teneri regali a colti stupidi figlioli
Quando torni da new york.
Sei riproducibile in scala,
Sempre uguale
Da milano a parigi,
da roma a nuova york.
Dove vivi?

3 commenti:
bella bella bella mmmmmmerda.
Mai titolo fu più azzeccato...
Cari ragazzi (se ragazzi siete), avete ragione. Non è una bella poesia; anzi, non è una poesia. è questo il punto, e ho sbagliato fin dal titolo. è più semplicemente un pensiero spezzato. Il messaggio predomina sulla forma. Quello è l'importante. Ma questo, voi, naturalmente, non l'avete capito. E forse per questo non vi siete firmati.
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