martedì 2 settembre 2008

Brutta poesia istintiva

di Michele Bertinotti


Il terreno disossato a tratti

Le uve del lambrusco.

Le sigle dei tabacchi sul tragitto

Non significano niente,

Non adombrano nemmeno

Il pullulare di umanità

Che su questo treno si raggruma

Da tutta la penisola,

Intraducibile

In un linguaggio che non sia,

Quello di una cultura italiana ancora popolare,

Sotto la parvenza borghese e sottoproletaria,

Che non si vede alla tivvù.

Finalmente si respira.



E tu, che leggi il tuo ventiquattrore

Con la lacost verdacqua

I tuoi sandali turistici da trecking

E l’àifon nelle orecchie,

Come fossi in business class,

Rotta su miami.

Qui sei sull’espresso straordinario

Che da Milano conduce migliaia di persone

Sull’adriatico, verso il Sud.

Se chiedono informazioni in dialetto

Non scandalizzarti.

Rispondi, stupido,

E aiuta quelle anziane che ti rivolgono la parola

Confidando nella tua aria intelligente

Da ingegnere, o da fisico

Nucleare.

La cultura ti ha insegnato solamente

A comprare casa e a prenotare

Il tuo albergo sulla costa,

A fare teneri regali a colti stupidi figlioli

Quando torni da new york.

Sei riproducibile in scala,

Sempre uguale

Da milano a parigi,

da roma a nuova york.

Dove vivi?



3 commenti:

Anonimo ha detto...

bella bella bella mmmmmmerda.

o0piate ha detto...

Mai titolo fu più azzeccato...

Anonimo ha detto...

Cari ragazzi (se ragazzi siete), avete ragione. Non è una bella poesia; anzi, non è una poesia. è questo il punto, e ho sbagliato fin dal titolo. è più semplicemente un pensiero spezzato. Il messaggio predomina sulla forma. Quello è l'importante. Ma questo, voi, naturalmente, non l'avete capito. E forse per questo non vi siete firmati.